Aiuto Stranieri in Italia

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Assistenza legale stranieri, supporto legale gratuito, aiuto e assistenza agli stranieri per quanto riguarda immigrazione, permesso di soggiorno, leggi e normative


Stranieri in Italia

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Salve, sono una cittadina nata in Italia. Ho conosciuto un ragazzo egiziano e abbiamo deciso di sposarci in Italia. Quali sono le procedure da seguire? Grazie mille per la cortese attenzione. Valeria
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Salve. Vorrei chiedere che documenti servono per fare il ricongiungimento famigliare per una persona che ha ottenuto la cittadinanza italiana. In particolare i documenti di lavoro. Se attualmente uno è disoccupato, serve il contratto di lavoro per il ricongiungimento...
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Salve, lei si trova in veneto? se si, noi possiamo aiutarla a capire la situzazione
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Far venire un cittadino straniero in Italia

Procedura per l’ottenimento del visto d’ingresso per l’Italia da parte di un cittadino straniero extracomunitario

Se il vostro intento è quello di far venire in Italia un cittadino straniero extracomunitario per motivi turistici e per un periodo non superiore a 90 giorni, allora occorre che questi si premonisca di un visto di tipo turistico che potrà ottenere grazie al vostro supporto.
La domanda per il visto dovrà essere presentata per iscritto sull’apposito modulo che potrà essere ritirato dallo straniero presso l’ufficio visti sito nella rappresentanza consolare italiana all’estero.
Tale modulo in alternativa può anche essere prelevato via internet alla voce modulistica, direttamente dal sito ufficiale del Consolato Italiano nel Paese di residenza dello straniero. Tramite questo link è possibile accedere al sito web del Consolato Generale d’Italia pertinente: http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Rappresentanze/

Una volta ottenuto il modulo, dovrà essere compilato in italiano e sottoscritto dallo straniero nonché dovrà essere corredato da una foto formato tessera. Lo straniero dovrà presentarsi personalmente alla rappresentanza diplomatico-consolare, anche perché ove ritenuto necessario verrà sentito circa i motivi e le circostanze del proprio soggiorno. Assieme al modulo della domanda lo straniero dovrà allegare il proprio passaporto nel quale verrà in seguito apposto il visto d’ingresso.
Qualora l’invitante sia un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, sarà necessario presentare anche la lettera di invito da parte di questi.

Requisiti e condizioni per l'ingresso di un cittadino straniero extracomunitario in Italia

I documenti richiesti da parte dello straniero per il rilascio di un visto per turismo sono:

  • Formulario per la domanda del visto d’ingresso (tale formulario lo si può prelevare dal sito internet del consolato oppure lo si può ritirare presso l’ufficio visti del Consolato Generale d’Italia competente per il Paese e la circoscrizione in cui lo straniero è residente)
  • Fotografia recente nel classico formato tessera per documenti
  • Passaporto in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto
  • Prenotazione del viaggio di andata e ritorno o biglietto o dimostrazione della disponibilità di mezzi di trasporto personali
  • Comprovante circa la disponibilità di un alloggio presso il luogo di destinazione (prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalità, voucher turistici, ecc)
  • Adeguate risorse economiche al fine di un decoroso sostentamento durante il soggiorno (fidejussione bancaria e polizza fideiussoria rappresentano un valido comprovante a garanzia).  Laddove il cittadino straniero non disponga di mezzi propri – i mezzi di sostentamento possono essere avvallati grazie a una fideiussione bancaria o polizza fideiussoria stipulata da parte dell’invitante a favore dell’invitato. La polizza fideiussoria la si può ottenere prontamente ed a un prezzo vantaggioso, online tramite in nostro sito seguendo questo link.
  • Documentazione giustificativa della propria condizione lavorativa o socio-professionale (viene accettato un certificato da parte del datore di lavoro nel quale si attesti l’entità del salario retribuito e il periodo di ferie concesso. Pensionati e studenti dovranno dimostrare la propria posizione diversamente presentando un certificato che attesti la propria situazione).
  • Polizza medica assicurativa avente una copertura minima di 30.000€ per eventuali spese di ricovero ospedaliero o di rimpatrio dovuto a infortunio o malattia.
  • Eventuale invito da parte di un cittadino italiano o straniero regolarmente residente in Italia, nel quale il dichiarante attesti la propria disponibilità ad offrire ospitalità in Italia nei confronti del cittadino straniero in visita per turismo.

 


Caro visitatore benvenuto!

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L’organizzazione “Stranieri in Italia”  è il più importante punto di riferimento in Internet per tutti coloro che necessitano d’un supporto pratico e informativo inerente gli stranieri nel nostro paese, immigrazione, visti Schengen e affini.
Punto forte dell’organizzazione è la nostra ossatura, formata da persone che si prodigano nell'offrire la propria consulenza e il proprio supporto in maniera disinteressata e con spirito d’altruismo, in una comunità virtuale che vive, discute e affronta temi a noi vicini.
Gli stranieri in questo sito sono benvenuti come lo sono tutti coloro che si prestano allo scambio di informazioni che riguardano le problematiche qui trattate. Alcuni nostri utenti hanno vissuto e superato situazioni difficili acquisendo in questo modo l’esperienza necessaria per appoggiare con qualche aiuto pratico colori che ricalcheranno le stesse impronte.
Se hai una persona straniera che ti sta a cuore, oppure se sei uno straniero direttamente interessato alle questioni qui affrontate, accetta il nostro invito ad unirti nella nostra comunità virtuale e a discutere con noi nel nostro forum aspetti e problematiche! Il portale “Stranieri in Italia” sarà lieto di discutere con voi per trovare una soluzione legale ed efficace ad eventuali vostri dilemmi.
Se ritieni di poter dare aiuto a qualche utente che ha esposto le proprie difficoltà  nel forum, il nostro invito a partecipare è ancora più vivo e sentito! L’anima e ossatura di questo spazio siete voi, con i vostri suggerimenti ed indicazioni.
Caro visitatore, benvenuto qui tra amici e che questa possa essere una vostra seconda casa multietnica, senza bandiera e senza frontiere!

Aiuto immigrazione

Assistenza agli stranieri

Caro e gentile straniero, é con immenso piacere che presentiamo questo sito web nato per fornire assistenza e aiuto agli stranieri in Italia; Il nostro progetto che si basa sul sito internet quale utile strumento per mettere in contatto chi ha bisogno con il nostro consultorio, non ha fini di lucro, tutto l’aiuto che quindi riceverete dalla nostra organizzazione rappresentata da questo sito web, vi sarà fornita gratuitamente e con il massimo della gentilezza e cortesia.

Seguite questo link per inoltrare ai nostri esperti una richiesta di aiuto o di informazioni!

L’organizzazione “stranieri in Italia”, è costituita da volontari esperti specializzati nelle più svariate sfere di competenza: Legale, burocratico, servizio sociale, adozioni e famiglia; Tuttavia il più grande apporto alla nostra comunità, spesso viene da persone private che a loro volta in passato si sono imbarcati nello stesso problema di chi ora giunge qui a chiedere aiuto! Perché chi sulla propria pelle ha vissuto e superato certe difficoltà, si sarà sicuramente fatto un’esperienza “notevole” che lo pone ora in grado di fornire aiuto ad altri che purtroppo cercano aiuto non avendo ancora superato le proprie difficoltà e preoccupazioni! Caro amico, se ritieni di poter aiutare qualcuno in merito ai temi qui trattati, entra nel nostro forum e partecipa alle discussioni tra utenti! Il tuo apporto sarà più che gradito!


Immigrazione

Bambini che giocano
Bambini che giocano
Gli spostamenti di popoli per terre e per mari hanno caratterizzato la storia umana per migliaia di anni: basti pensare alle cosiddette migrazioni bibliche verso e dall’Egitto, alle invasioni barbariche in epoca romana e medievale, agli spostamenti derivati dalla scoperta dell’America oppure, in età moderna, agli anni compresi tra il 1900 e il 1913, in cui furono circa otto milioni gli Italiani che emigrarono all’estero in cerca di fortuna, fino ad arrivare ai nostri giorni.
Tuttavia, nel corso dei secoli furono diverse le caratteristiche delle migrazioni: per quanto riguarda quelle barbariche, ad esempio, non erano altro che vere e proprie aggressioni per il controllo del territorio alle quali Roma reagì, in un primo momento, cercando di ostacolarle e in un secondo, dando origine ai cosiddetti regni romano-barbarici, caratterizzati da un forte dualismo etnico, politico e religioso. 
In alcuni casi questi spostamenti ebbero nei paesi colonizzati conseguenze disastrose e drammatiche: l’ immigrazione dall’ Europa verso le Americhe produsse col tempo l’eliminazione del 90 per cento delle popolazioni indigene; in Australia gli Aborigeni furono vittime di un genocidio simile. Dopo la seconda guerra mondiale, l’ immigrazione degli Ebrei in Palestina ha avuto come conseguenza l’allontanamento della popolazione palestinese dai propri territori.
Ma al giorno d’oggi esiste una diversità con il passato: la spiegazione più elementare del fenomeno dell’immigrazione è sintetizzabile con la voglia di libertà, di allontanamento dalla povertà, di fuga da una realtà fatta di guerre etniche e civili, persecuzioni politiche o religiose, epidemie e carestie.
Purtroppo oggi l’opinione pubblica traduce il fenomeno migratorio in un evento negativo, poiché spesso gli extracomunitari sono collocati nella cosiddetta “sfera criminale”. L’ignoranza che sta alla base di questo razzismo, però, non riconosce il grande contributo economico che gli immigrati portano al paese nel quale risiedono, contribuendo, secondo recenti studi condotti in America e in altri stati, alla crescita del Prodotto Interno Lordo.
Inoltre, citando Giovanni Paolo II, "le migrazioni, volontarie o forzate, moltiplicano le occasioni di scambio tra persone di culture, di religioni, di razze e di popoli differenti" e portano con sé "il germe di una aspirazione ad un orizzonte trascendente di giustizia, di libertà, di pace".
In conclusione ritengo giusto favorire l’incontro di più culture e non criminalizzare quel fenomeno migratorio alla quale tutti, nel corso della storia, abbiamo preso parte e rendersi conto , trascurando l’orgoglio nazionale, che facciamo tutti parte di un unico grande Stato: la Terra.

Immigrazione in Italia

Mondo multietnico: Bambini che imparano
Mondo multietnico
Bambini che imparano

L’emigrazione ha sempre fatto parte dell’indole animale: quando le condizioni di vita nell’ambiente in cui si vive si fanno precarie l’essere vivente si sposta in un luogo favorevole  all’insediamento della vita.

L’uomo, facendo parte del mondo animale, ha sviluppato un forte istinto alla sopravvivenza che lo ha portato a vere e proprie emigrazioni di massa, anche con risvolti storici, come per esempio la migrazione degli Italiani, soprattutto del Sud, verso l’America durante gli anni del dopoguerra.

In questa trattazione non si vuole però parlare d’emigrazione ma del fenomeno contrario: l’immigrazione, chiara conseguenza dell’emigrazione.

In Italia questo fenomeno dal punto di vista statistico ha giovato molto, perché grazie agli immigrati la popolazione del Bel Paese è cresciuta del 1% portandoci a quota cinquantasettemilioni.

Gli immigrati purtroppo pero non sono quasi sempre ben visti da nessuno: l’Italia terra, d’emigrazione, quella del Sud per eccellenza, ora si trova ad essere terra d’immigrazione, nei primi anni del dopoguerra la situazione economica italiana era molto precaria, la gente moriva di fame, e ha sostenuto le pene dell’inferno per trovare un lavoro, per trovare un mezzo di sostentamento. <<ed ora arrivano questi morti di fame per rubarci il lavoro!>> Se ne sentono molti commenti del genere purtroppo, e con questi commenti si sono sviluppate anche le prime forme di razzismo. Questa gente non comprende però che l’Italia è vista ora più che mai come l’America per gli africani, proprio come furono gli USA per i nostri nonni, e provano le stesse sensazioni dei nostri nonni, quando emigrarono in cerca di fortuna: il “sogno americano” lo chiamavano, ed ora è diventato il sogno italiano.

L’Italia e geograficamente il paese più adatto per emigrare: infatti, il nostro paese si trova si centro del Mediterraneo ed è quindi facilmente raggiungibile da ogni parte del mediterraneo.

In Italia arrivano persone di tutte le età e di provenienza solitamente africana o balcanica, in pratica persone che fuggono da paesi perlopiù in guerra o talmente poveri da esser costretti a fuggire appunto. Queste persone, abituate a modi di vita estremamente differenti dalla loro, molte volte si sentono smarriti, non riescono ad integrarsi completamente. Le persone che vengono qua, sono guidate perlopiù dall’istinto di riunificazione familiare: infatti la maggior parte di loro ha parenti da raggiungere o amici. Altri invece formano vere e proprie comunità le quali aiutano i connazionali ad integrarsi nel tessuto sociale. Altri hanno dei veri e propri monopoli sul commercio:per esempio sul mercato delle collaborazioni domestiche. Questo sistema non sempre funziona: la maggior parte di loro ha un diploma, sono ben istruiti, conoscono molte lingue, ma non sono indicati a certi lavori, a volte addirittura negati. Altri vengono qua a laurearsi perchè per loro è importante avere una buona laurea, poiché è un buon biglietto da visita.

Il momento d’arrivo in Italia coincide quasi sempre con il passaggio di queste persone dal mondo giovanile al mondo degli adulti, ma il trauma, se si può definire tale, di cambiare stile di vita in questo particolare momento della loro vita può minare il delicato equilibrio e fa si che queste persone non crescano mai, e si ritrovano poi in questura o in prigione per le bravate commesse.

Una cattiva pubblicità viene fatta da una delle conseguenze negative dell’immigrazione: la malavita. Alcuni di loro formano vere e proprie organizzazioni criminali, come le bande delle villette che flagellano l’Italia settentrionale o la mafia albanese dedita al traffico di schiavi dall’Est Europa e alla prostituzione. Proprio la prostituzione viene vista come l’ultima risorsa per le immigrate: per fortuna sono poche quelle disposte a spogliarsi della loro dignità per la bella vita..

L’immigrazione è un fenomeno destinato a crescere e con essa le espressioni di razzismo.

L’Italia è diventata punto di riferimento per il mediterraneo quindi dobbiamo abbandonare ogni pregiudizio e accettare queste persone senza più distinzioni razziali.

 


Immigrazione e razzismo

“Il fenomeno dell’immigrazione di extra-comunitari nel vostro paese con la vistosa intensificazione negli ultimi anni ha riproposto all’attenzione di tutti e con nuova forza la questione del razzismo”

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Nell’immaginario comune l’Italia è sempre stata considerata il “Bel paese”, ove tutti sono ben accolti, però in questi ultimi tempi sta smentendo la propria fama.
A far emergere questa tendenza è stata la nostra risposta nei confronti della grande ondata d’immigrati che stanno affollando la nostra nazione.
Infatti, l’atteggiamento che abbiamo riservato ai nostri nuovi “ospiti” non è stato dei migliori, poiché gli abbiamo fatto capire che loro per noi sono solo degli ospiti indesiderati.
Alla base di ciò c’è la mentalità superficiale di coloro i quali ritengono che gli extra-comunitari siano delle persone che vengano in Italia per rubarci il lavoro o per, ancora peggio, commettere furti, crimini e ad alimentare il mercato della prostituzione.
Una delle cause di questa mentalità xenofoba è da ricercare nei mass-media, che evidenziano molto i casi in cui gli extra-comunitari compiano dei delitti, mentre quando quest’ultimi vengono compiuti da un italiano, il fatto viene quasi trascurato.
Un’altra causa di questa mentalità è da ricercare nella politica del “senatur” della Lega Nord, Umberto Bossi, che nei suoi discorsi rafforza nell’animo dei suoi elettori l’idea negativa nei confronti degli stranieri che vengono in Italia.
Quest’atteggiamento è del tutto errato, poiché, come affermano gli industriali del Nord, gli extra-comunitari per noi non dovrebbero rappresentare un problema, anzi potrebbero persino risanare la nostra economia poichè il lavoro che di solito loro svolgono, gli Italiani da un po’ di tempo, invece non sono disposti più a farlo, ritenendolo troppo umile o faticoso.
Le cause del razzismo però non vanno ricercate solo negli ultimi avvenimenti, ma bisognerebbe andare in dietro nel tempo di migliaia di anni per capire che il razzismo non è un fatto attuale, bensì è un sentimento quasi intrinseco nella natura umana.
Come dimenticare ad esempio l’odio che provavano i Romani nei confronti degli altri popoli, che loro definivano barbari, oppure per parlare di fatti più recenti l’odio nei confronti degli ebrei e di tutti coloro che non facevano parte della razza ariana da parte dei nazi-fascisti.
Però va ricordato che nella storia ci sono stati molti paesi che hanno sempre gradito l’immigrazione nel proprio territorio come i Babilonesi nei primi tempi della civiltà e gli Stati Uniti d’America degli ultimi secoli, che hanno accolto moltissimi uomini di varia provenienza partendo dai vicini messicani fino ad arrivare agli Africani passando per gli abitanti dell’America latina, senza dimenticare gli Italiani del secondo dopoguerra.
Però con questo non vorrei dire che gli U.S.A. siano un paese perfetto, anzi secondo me, essi possono essere considerati come una nazione altamente razzista.
Infatti pur avendo accolto nel corso dei secoli le più svariate etnie, non le ha sempre trattate bene; basta pensare per esempio all’atteggiamento da loro adottato nei confronti degli abitanti di pelle scura che vengono sempre segregati ai margini della società statunitense e pur rappresentando una grandissima percentuale degli abitanti a stelle e strisce, non hanno mai visto un loro rappresentante ricoprire le vesti di presidente della Repubblica.
D’altronde l’atteggiamento statunitense nei confronti dei “negri” e degli immigrati in genere non è un caso solitario, anzi esistono numerosissime nazioni che non accettano i nuovi arrivi, e ciò lo si può intuire dalle pagine dei giornali dove sempre più spesso si sente parlare di violenze nei confronti degli stranieri.
L’Italia, purtroppo, non fa da eccezione, poiché ho letto più volte di Italiani che malmenano, o addirittura uccidono delle persone solo perché provengono dall’Africa o dall’Albania.
Questi episodi però non sono gli unici atti di razzismo esistenti, ma ce ne sono tantissimi tipi, di alcuni dei quali non ce ne accorgiamo nemmeno, come quando, ad esempio, cerchiamo di evitare un uomo di colore, mentre camminiamo per strada.
Sono atteggiamenti come questi che fanno male agli extra-comunitari e che non li fanno sentire a proprio agio nel nostro paese, quindi noi tutti dovremmo cercare di sentirli come uomini uguali a noi, perché alla fin fine non hanno nulla di diverso da noi, se non le lingue, le usanze e il colore della pelle.
Inoltre potrebbero risultarci molto benefiche, perché una mescolanza di varie etnie arricchirebbe la nostra cultura, soprattutto nella nostra epoca, nella quale si cerca di abbattere tutti i confini (grazie ad Internet) e ci farebbe diventare sempre più cosmopoliti, ovvero abitanti del mondo.
Dopo tutti questi ragionamenti posso tranquillamente affermare che per me sarebbe molto importante sconfiggere il razzismo ed aiutare gli extra-comunitari a sentirsi a casa propria, fungendo così anche da esempio per gli altri paesi promovendo l’amicizia fraterna tra i vari popoli, senza la quale non potremmo dire di appartenere ad un mondo unito nel quale non esistono più barriere e dove tutti siano compatrioti di tutti.


L’Italia da terra di emigranti a terra d’immigrati

Cause e conseguenze socio-economiche.

Immigrazione
Immigrazione

Un problema che attualmente affligge l’Italia è senza dubbio quello dell’immigrazione. È irrilevante che si tratti di immigrazione autorizzata o clandestina, il problema è analogo: ci sono comunque queste masse di persone di nazionalità, cultura, religione diversa dalla nostra che vengono in Italia speranzosi di trovare delle condizioni di vita migliori di quelle che hanno lasciato partendo.
La presenza di tutte queste persone estranee al contesto sociale politico culturale (ecc.) locale causa pericolose tensioni sociali: dalle più banali forme di emarginazione sociale e discriminazione razziale, alla nascita di movimenti xenofobi, alla stilatura in parlamento di leggi prive di senso come la Bossi-Fini, alla creazione di comunità di immigrati che volontariamente si richiudono nel loro mondo annullando così ogni possibilità di integrazione. Inutile negare poi che tra i molti che giungono in Italia una percentuale rilevante contribuisce ad incrementare i disordini e la criminalità, spesso anche raggruppandosi in bande e organizzazioni criminali. Non meno rilevante è l’effetto sull’economia, certo, molto spesso gli immigrati sono destinati a lavori umili, quei lavori (come si ripete spesso) che gl’italiani non vogliono più fare; ma in molti casi proprio questa loro disponibilità ha provocato la perdita del posto di lavoro per gli italiani stessi, alimentando così il clima di intolleranza e spesso di razzismo.
Ma se ce ne ricordiamo bene c’è stato un periodo nella nostra storia in cui noi (o i nostri padri, nonni, bisnonni) siamo stati il marocchino, il cingalese, l’albanese, lo slavo, l’armeno dei giorni nostri. Non certo in Italia ma negli Stati Uniti e negli stati più ricchi d’Europa. Dalla fine dell’ottocento fino agli anni sessanta del novecento ci sono stati flussi migratori di italiani che partivano in cerca di fortuna. E la nostra situazione sociale non era certo molto diversa da quella degli extracomunitari di oggi. Anche noi eravamo mal visti ed emarginati all’estero. Anche noi eravamo costretti a svolgere i lavori più umili all’estero, anche noi eravamo sfruttati, maltrattati, umiliati, dai padroni di lavoro. Inoltre allora come oggi era alto il razzismo e l’emarginazione sociale per quegli immigrati italiani che molto spesso (come ancora oggi accade) venivano associati alla delinquenza alla mafia. E soprattutto le condizioni di vita dei nostri immigrati erano pessime, molto peggiori di quelle degli immigrati odierni. Basti pensare a come si viveva in America Latina (a fianco degli schiavi neri nelle piantagioni) oppure nei ghetti delle periferie delle grandi città negli USA, oppure nelle miniere francesi, tedesche, olandesi dove per qualche soldo si sfidava giornalmente la morte in strutture dove le norme di sicurezza erano solo un lontano ricordo.
Come è stato possibile però che hai giorni nostri si sia registrato una così improvvisa inversione di tendenza. O meglio, come è stato possibile che l’Italia da terra di emigranti si sia trasformata solo nel corso di un secolo in meta dell’immigrazione? Il merito di questa inversione si deve ricercare nello sviluppo che l’economia italiana ha incontrato negli anni sessanta del novecento, con il boom economico non è stato più necessario andare all’estero per cercare condizioni di vita migliori, perché le condizioni migliori stavano iniziando a esserci anche in Italia stessa. Lentamente, questo processo di industrializzazione di massa e di crescita economica, ha portato lo stato ad appianare almeno in parte, il divario accumulato con le altre potenze durante le guerre e le crisi della prima metà del secolo. Nella seconda metà del secolo, l’Italia ha raggiunto un progresso economico tale, da far nascere nei paesi non ancora sviluppati il desiderio di cercare condizioni di vita migliori nel nostro paese. L’inversione di tendenza spiegabile quindi con la classica legge dei corsi e ricorsi della storia.
Ma Il flusso migratorio verso l’Italia non durerà per sempre. Poiché si tende a migrare sempre verso un posto che appare come migliore, quando i paesi da cui provengono gli immigrati si saranno sviluppati e avranno raggiunto un grado di sviluppo economico pari al nostro, l’immigrazione cesserà spontaneamente, allo stesso modo di come è avvenuto per gli italiani. Nel frattempo è inutile insistere in politiche xenofobe, razziste, o di sfruttamento. Sarebbe più utile e costruttivo creare le condizioni necessarie affinché i paesi stessi da cui parte l’immigrazione raggiungano il livello di sviluppo europeo rendendo a quel punto non necessaria la loro emigrazione.
E comunque, non è detto che una società mista e multirazziale debba essere peggiore di una società omogenea unirazziale, anzi può avere pregi e difetti.
Perché così come nel mondo fisico (in natura) anche nella società umana ogni cosa nasce da una differenza (nel nostro caso tra individui appartenenti alla stessa società), perché è proprio per colmare un dislivello che quasi sempre si agisce, e agendo in questo senso si tende al miglioramento della società stessa, più un sistema è variamente composto, più ci sono possibilità che al suo interno avvengano dei cambiamenti, sta poi al sistema fare in modo che questi cambiamenti tendano a migliorarlo anziché a distruggerlo.
L’immigrazione può essere quindi vista come un pericolo? No, può essere invece un momento di crescita, perché non bisogna dimenticare che la maggioranza di chi emigra lo fa per lavorare (e in fin dei conti al contrario di quel che si dice questi soggetti sono la maggioranza), e chi lavora genera ricchezza, generando ricchezza in certo qual modo migliora la vita di tutti gli appartenenti al sistema. L’esempio più eclatante di ciò è senza dubbio la variegata società americana, composta in massima parte da immigrati di quasi tutti i paesi del mondo. Il successo dell’economia americana è dovuto in parte anche all’influenza degli italiani che a milioni vi sono migrati in cerca di fortuna.
Quindi sì all’immigrazione, ma solo se con controlli più efficaci di quelli attuali, e con leggi più efficaci per i delinquenti e più umane per chi migra qui solo per lavorare. Perché troppo spesso la necessita di lavorare degli immigrati viene sfruttata a vantaggio di imprenditori disonesti che abusano della abbondante mano d’opera.
Si necessita quindi di leggi più chiare e migliori per regolare il flusso migratorio, non provvedimenti come la Bossi – Fini, che non si può chiamare di certo “legge”.
Inoltre c’è una riforma che non dipende dallo stato, ma da noi stessi, ed è l’apertura verso culture diverse dalla nostra, che a volte possono spaventare ma con cui bisognerà imparare a convivere, dato il futuro dell’economia italiana, a quanto pare, passerà anche da lì.